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Confronto candidati sindaci Casalnuovo organizzato dal Co.D.CA coordinamento donne Casalnuovo il 19 novembre 2009 - il video realizzato dalla redazione di Napolinord.it www.napolinord.it
L'UNICO VOTO UTILE A SINISTRA
L'UNICA ALTERNATIVA POSSIBILE
Giovedì 26 Novembre 2009 ore 17.30
P.zza MUNICIPIO Casalnuovo di Napoli
interverranno
PIETRO D'ALISA
candidato a sindaco
PAOLO FERRERO
Seg. Naz. Rifondazione Comunista
OLIVIERO DILIBERTO
Seg. Naz. Comunisti Italiani

Il 29 e 30 novembre alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale dai fiducia alla LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA
Casalnuovo Le ombre sulle elezioni. Al setaccio parentele, amicizie e collegamenti dei candidati con i clan
Il boss Francesco Rea è in carcere, i carabinieri del tenente colonnello Fabio Cagnazzo lo hanno arrestato l'altro ieri mentre stava per comprare dei fiori alla sua compagna, in un centro commerciale di Pozzuoli. I militari della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, sorta di fortino dell'anticamorra dislocato tra i comuni di Pomigliano e Castello di Cisterna, affermano che il capoclan sia riuscito a darsi alla latitanza per oltre un anno grazie a una notevole scaltrezza. «Aveva con sé sette telefoni cellulari», racconta il colonnello Cagnazzo, comandante del nucleo investigativo. Ma l'organizzazione di Rea resta molto radicata nel territorio. Ramificazioni mafiose che penetrano anche all'interno della politica locale. È di appena due giorni fa, per esempio, la notizia emersa dalla sorveglianza antimafia scattata sulle elezioni comunali: un cognato del boss è il presidente cittadino di un noto partito nazionale, che qui sostiene un candidato a sindaco sotto processo per fatti legati alla speculazione edilizia, unico grande business del territorio. Ed è di ieri una seconda, come dire, sorpresa: in una lista elettorale di un altro noto partito nazionale, che sostiene un altro candidato a sindaco, rinviato a giudizio nel 1994, ancora una volta per questioni legate al cemento selvaggio, figura il nome del fratello di un pregiudicato, un estorsore. Pregiudicato che è anche il marito della figlia di un capozona morto anni fa, che operava a Licignano, nell'area del degradato rione della ricostruzione, sei blocchi di cartone e cemento, ormai ridotti in pezzi, in cui sopravvivono trecento famiglie. Il candidato al consiglio comunale dall'imbarazzante parentela è l'addetto di una ditta di servizi che opera per conto di un noto centro privato per il tempo libero, ubicato in città. Una struttura, questa, i cui titolari sono costruttori e, nei ritagli di tempo, politici più che mai impegnati nella conquista del potere locale. Dunque, la trama delle sospette collusioni tra politica e camorra a Casalnuovo si delinea complessa e, in base alle più autorevoli previsioni, assume la fisionomia di una grande quanto inquietante ragnatela. Basti pensare a due episodi che avrebbero coinvolto gli uomini del clan Rea. Uno è quello del sequestro lampo, avvenuto l'anno scorso, di Domenico Pelliccia, il giovane costruttore che ha realizzato gran parte dei rioni abusivi, scoperti due anni fa dai militari di Castelcisterna. Un sequestro a scopo intimidatorio, consumato prelevando la vittima in casa sua, sotto gli occhi dei familiari. Un gesto criminale finalizzato alla restituzione di un debito non onorato ma contratto da Pelliccia con un imprenditore, o presunto tale, protetto dal boss. In quella circostanza i carabinieri arrestarono il cugino di Rea, suo omonimo e di dieci anni più giovane, Francesco Rea junior, insieme con alcuni complici. Il capoclan riuscì, come sempre, a rendersi irreperibile. La seconda vicenda riguarda i chioschi più importanti della città. Erano stati chiusi e confiscati dai commissari prefettizi del comune, giunti a seguito del commissariamento antimafia della municipalità. Poi gli chalet sono stati messi all'asta ma sono finiti di nuovo nelle mani dei clan. Uno in particolare, quello di piazza Giancarlo Siani, era tornato nella disponibilità di Francesco Rea junior. Alla fine però i carabinieri si sono accorti dell'inghippo e hanno fatto bloccare l'aggiudicazione dei chioschi. Intanto, qui, si torna a parlare di politica. Domani, al centro Pier Paolo Pasolini, confronto pubblico tra i nove candidati a sindaco.
"Il Mattino" 18/11 Pino Neri
Si vota dopo lo scandalo delle 700 case abusive «scoperte» nel 2007. Nove candidati a sindaco, ma l’ex è emigrato
NAPOLI — Il sindaco di Casalnuovo eletto con Forza Italia che davanti ai giornalisti increduli giurava di non aver mai notato la cittadella abusiva — 700 vani senza uno straccio di licenza — si è trasferito in Umbria. Ora Antonio Manna fa il preside in una scuola, lontano dal paese e dall’inchiesta della Procura di Nola. Domenico Pelliccia, il costruttore che tra il 2006 e il 2007 realizzò nella contrada agricola Casarea più di 70 di quelle palazzine, investendo i soldi di imprenditori legati al clan Rea (proprio ieri i carabinieri hanno arrestato il quarantacinquenne Francesco, che dovrà scontare tre anni per vari reati), è sparito da tempo dalla sua villetta (abusiva) di via Francesco Saverio Nitti. Precisamente, da quando gli emissari della cosca lo prelevarono con la forza e lo portarono in un garage di via Filichito, minacciandolo e chiedendogli di cedere la sua barca da 250 mila euro a parziale restituzione dei soldi — circa due milioni — che il clan gli aveva affidato per la speculazione immobiliare.
Il partito del mattone, però, resta più forte che mai a Casalnuovo, quando mancano meno di due settimane al voto per il consiglio comunale, in programma il 29 e il 30 novembre. La precedente assemblea fu sciolta dal ministro dell’Interno quando emersero le connivenze tra i palazzinari, gli eletti dal popolo e non pochi funzionari comunali. Eppure ben 25 dei 30 ex consiglieri comunali di quell’assemblea si ripresentano ai nastri di partenza per l’imminente tornata elettorale. Nove i candidati a sindaco, 37.355 gli elettori. Antonio Peluso è uno dei favoriti. Avvocato, è stato sindaco a Casalnuovo dal 1997 al 2005, ora è consigliere regionale con il Nuovo Psi. Lo sostengono tre liste civiche: Uniti per Casalnuovo, La Stella, Il Cavallo. Corrono con lui anche i Popolari e Sinistra e Libertà. Sulla scelta di appoggiare o meno Peluso, si è consumata una duplice spaccatura a sinistra, con gli esponenti locali del Pd e di Sinistra e Libertà sconfessati dalle rispettive dirigenze provinciali e regionali. I primi, davanti al niet senza condizioni del neosegretario Enzo Amendola, hanno fatto marcia indietro e hanno desistito. Il Pd infatti a Casalnuovo candida Geremia Romano. I secondi, invece, guidati da Mario Visone, ex rappresentante studentesco di Confederazione poi militante dei Verdi assurto nel consiglio di amministrazione delle Terme di Agnano, sono rimasti al fianco di Peluso, nonostante un comunicato di censura da parte del gruppo provinciale. Biagio Cusati , già vice del sindaco Manna e prima ancora assessore in una delle giunte di Peluso, schiera dieci ex consiglieri della maggioranza che è stata liquidata dopo lo scandalo delle palazzine abusive. Lo sostengono tre liste civiche, una rediviva Dc, l’Udeur e i socialisti per Casalnuovo.
Quattro consiglieri comunali della vecchia maggioranza sono nella lista del Pdl, che propone a sindaco Pietro De Luca , avvocato, appoggiato anche dalla Destra. Su di lui pesa l’ingrato compito di far dimenticare l’amministrazione del collega di partito che lo ha preceduto. Un altro ex consigliere, Giuseppe Catauro, dipendente comunale, si gioca in proprio la partita e si candida a guidare l’amministrazione. Capeggia la lista del Mpa, che vanta un capillare radicamento sul territorio. È stato vicesindaco con Manna, fino a qualche mese prima che esplodesse lo scandalo delle palazzine, pure Giovanni Romano : ora punta alla poltrona di primo cittadino con l’Udc, i Repubblicani democratici e la lista a sua nome. Ex costruttore, dal 1997 al 2006 è stato anche presidente del consiglio comunale. Infine, tre outsider: Antonio Marfella , Gerardo Giannone e Pietro D’Alisa . Ingegnere sostenuto da Rifondazione e dai Comunisti italiani, quest’ultimo una decina di anni fa mancò per un soffio l’elezione a sindaco. Giannone è un operaio della Fiat di Pomigliano e milita nella Cisl. Ha lasciato i Comunisti italiani dopo l’espulsione di Marco Rizzo, di cui è un fedelissimo. A Casalnuovo ha creato la lista Classe Operaia. Marfella è un oncologo del Pascale; alle provinciali della scorsa primavera pareva in procinto di indossare la casacca di Di Pietro, ora veste quella della lista Per il Bene Comune. Espressione desueta, quest’ultima, a Casalnuovo. L’ultimo esempio? L’area dell’ex fabbrica Moneta sarebbe dovuta diventare un parco pubblico. Complice la disattenzione di una delle precedenti amministrazioni, è stata acquistata da due costruttori intenzionati ad edificare. Pure loro, naturalmente, ex consiglieri.
Fabrizio Geremicca
17 novembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno