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Utente: gpdc81
Nome: Circolo "Peppino Impastato"

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"... erano il loro giudizio sui governi e la storia."

... erano il loro giudizio sui governi e la storia

I video di arcoiris

Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini

La radio (forse)

Document Title Prove tecniche di trasmissione. Prossimamente le trasmissioni dei GC di Casalnuovo in diretta!!(forse)

"... noi siamo tutti gli sfruttati, gli emarginati, le minoranze oppresse che resistono e dicono: BASTA!"

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05/07/2009

Padre Alex Zanotelli: Mi vergogno di essere italiano

«Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora infliggiamo agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.

Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e di una xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare.

Papa Giovanni XXIII° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto. Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.

Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti.

Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione. «Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali».

Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.

E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana. Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile.

È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge analoga che definiva il clandestino come criminale.

Nell'omelia del Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile.

Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto. Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.

Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20)»

02/07/2009

Rifugio per randagi, partita la gara

CASALNUOVO - Scade il 21 luglio il termine per la partecipazione alla gara di appalto indetta dal comune di Casalnuovo per l’affidamento del servizio di quarantena, mantenimento e cura degli animali randagi. Il grosso centro a Nord di Napoli dunque si attrezza per scongiurare una piaga piuttosto diffusa, quella dei cani che scorazzano per le vie cittadine, soprattutto d’estate. Il servizio riguarda in particolar modo i randagi “accalappiati” dall’apposito servizio veterinario della Asl e prevede che l’affidatario si occupi a proprie spese del trasferimento degli animali dalla struttura in cui ora sono affidati, a Francolise, in quella che verrà gestita per conto del comune di Casalnuovo; il servizio di trasporto degli animali; una campagna di sensibilizzazione alla adozione delle bestiole secondo le indicazioni dell’amministrazione, almeno ogni sei mesi. L’appalto pone come limite massimo di animali da ospitare, 300 (tra cani e gatti), ed ha una durata di 18 mesi. Il rifugio dovrà essere a norma, ovvero nel rispetto della dignità degli animali dovrà avere gabbie grandi, zona coperta e zona scoperta commisurate al loro numero. Inclusi anche il servizio veterinario ed il censimento. L’importo a base d’asta è di quasi 320mila euro

www.ilnolano.it

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categorie: politica, politica locale, informazione locale
27/06/2009

richiesta incontro con la Commissione straordinaria

Oggetto: richiesta incontro con la Commissione straordinaria
 
Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Casalnuovo “Peppino Impastato”, nella persona del rappresentante delegato Mario Sannino, chiede ai Commissari Straordinari che presiedono all’amministrazione del comune di Casalnuovo di Napoli un incontro per discutere di:
 
- Misure di sicurezza e piani di emergenza di stabilimenti svolgenti attività insalubri di prima classe sul territorio, in seguito all’incendio avvenuto nella Ra.M.Oil di Tavernanova.
- Questioni ambientali riguardanti il territorio comunale e le aree limitrofe. 

A Casalnuovo, comune in provincia di Napoli sciolto nel 2007 per infiltrazione camorristica, a causa della costruzione di un intero quartiere residenziale abusivo, in molti sanno cosa sia la ra.m.oil. Chi non conosce il nome, accenna ad una smorfia quando gli domandiamo cosa c’è in via filichito 16, a 150 m dalla piazza di Tavernanova, una frazione appunto di Casalnuovo di Napoli. Insomma, anche se il nome Ra. M. oil. può essere poco noto, a nessuno sfugge che in quella strada c’è uno stabilimento industriale importante. Stabilimento buncher, a dire il vero. Infatti da fuori non si riesce ad intravedere nulla, e soprattutto nessuno sa cosa accade e quale lo scopo dello stabilimento, il tipo di lavorazione. Abbiamo provato a fare qualche domanda agli abitanti della zona circa l’incendio divampato all’interno dello stabilimento ieri pomeriggio, ma nessuno ne sapeva nulla. Omertà? Paura? Indifferenza? Distrazione? Un po’ di tutto. Eppure se vivessimo accanto ad uno stabilimento industriale insalubre di prima classe, che rientra nel piano regionale di bonifica della regione campania del 2005, censito dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nell'inventario degli “stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti” dormiremmo sonni poco tranquilli. A dire il vero i cittadini sembrano preoccupati, ma preferiscono non parlare. Altri invece dicono qualcosa, che dalle 21 fino all’alba l’aria nei dintorni risulta irrespirabile. Una signora che non abita più qui dice: “io non potevo stendere i panni la sera, perché al mattino puzzavano. Ma adesso per fortuna non vivo più qui. Sono andata via, scappata”. Quando venerdì è scattato l’allarme sono arrivati sul posto diverse vetture dei vigili del fuoco, successivamente e per fortuna, si è reso necessario l’intervento di una sola vettura visto che l’incendio riguardava gli uffici e non lo stabilimento annesso. Di fatto le opere di spegnimento si sono risolte in poco tempo e senza grandi rischi e problemi. Ma se le fiamme avessero interessato gli stabilimenti, i depositi o l’aria attrezzata per la “LA RACCOLTA, LA DEPURAZIONE E LA DISTRUZIONE, MEDIANTE INCENERIMENTO ED ALTRE TECNICHE DI TUTTI I RESIDUI SIA LIQUIDI CHE SOLIDI DERIVANTI DAI PROCESSI PRODUTTIVI EFFETTUATI DA OGNI TIPO DI AZIENDA INDUSTRIALE" allora le cose avrebbero preso una piega diversa. Al momento le attività della società continuano a svolgersi regolarmente, tranne che per i due uffici coinvolti dichiarati impraticabili dai vigili del fuoco. Ovviamente non siamo riusciti a parlare con i responsabili della società ma dal sito ufficiale risulta che la stessa è operativa dal 1963. Con la direttiva Seveso, e le successive integrazioni e modifiche emanate dalla Comunità Europea e recepite dall’Italia, le procedure da adottare da società censite come “a rischio rilevante di incidente” insieme ai Comuni, Asl, Arpa, vigili del fuoco e Regioni sono precise e chiare. Tra queste sembrano particolarmente interessanti le seguenti: l 'esistenza in ogni stabilimento a rischio di un piano di prevenzione e di un piano di emergenza; la cooperazione tra i gestori per limitare l'effetto domino; il controllo dell'urbanizzazione attorno ai siti a rischio; l'informazione degli abitanti delle zone limitrofe, e a corollario delle precedenti l’attività che prevede la redazione e il riesaminare, ogni 2 anni, di un documento di Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti. E’ palese che nel comune noto in Italia per gli abusi edilizi richiedere il “ controllo dell’urbanizzazione attorno al sito a rischio” potrebbe risuonare quanto meno ridondante. Eppure nell’area a ridosso dello stabilimento la questione non riguarda costruzioni abusive. Anzi si tratta spesso di opere pubbliche di primaria importanza: A meno di 200 metri c’è una scuola, una piazza attraversata da un’arteria stradale importante per tutta l’area, parliamo della Nazionale delle Puglie, a 500 metri l’autostrada Caserta - Salerno, e di fronte all’ingresso dello stabilimento in seguito all’apertura dello stesso, è stato costruito un intero parco privato. Viene da chiedersi come si faccia a concedere l’autorizzazione per uno stabilimento simile in un’area così densamente abitata, o al contrario come si faccia a progettare l’ampliamento di un’area urbana a ridosso di uno stabilimento del genere. Non si può, come troppo spesso accade, salvare capre e cavoli, permettere di costruire abitazioni strade e scuole e contemporaneamente non pretendere il dislocamento dello stabilimento. Il testo unico legge sanitaria (art 216 e 217, per la precisione) dichiara infatti esplicitamente che attività insalubri di prima classe dovrebbe essere allocate lontano da abitazioni. Gli abitanti dell’area hanno dichiarato di non essere stati mai avvisati circa la pericolosità dell’impianto, ne di aver mai preso parte ad esercitazioni messi in atto in caso di evacuazione dell’area. In compenso però alcuni cittadini “attivi” che abitano nei pressi dello stabilimento, memori dell’esplosione avvenuta circa dieci anni fa all’interno dello stabilimento, da cui si sviluppò un nube a forma di fungo, hanno avuto paura quando hanno sentito suonare la sirena di sicurezza dell’impianto. Le sirene fanno parte dei requisiti necessari per allertare i lavoratori e la popolazione circostante in caso di allarme e di successiva evacuazione. Alle 8,30 di venerdì mattina, questi cittadini, spaventati dalle sirene hanno visto le fiamme sollevarsi accanto ai serbatoi centrali (la società è autorizzata anche a raffinare oli esausti). La notizia successivamente è rimbalzata anche su alcuni blog. Dove per l’esattezza viene scritto che durante la telefonata effettuata ai vigili del fuoco del comando di Napoli l’operatore avrebbe dichiarato che erano già stati allertati e mobilitati e che si trattava dell’esplosione di un serbatoio. Come spesso accade in questi casi i cittadini ce avrebbero il diritto di sapere e di conoscere i rischi reali o presunti, a cui sono esposti in tempo reale, non riescono neppure ad accedere alle notizie, visto che ne i carabinieri, ne i vigili urbani, ne la guardia di finanza che ha anche un presidio fisso all’interno dello stabilimento hanno ritenuto opportuno rispondere alle nostre domande. Lasciamo alla magistratura la risoluzione del caso. da repubblica del 15/06/09 LOMBARDI-CACCIAPUOTI
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categorie: politica, politica locale, informazione locale
22/06/2009

Neda

"Comprendere cosa significa l'atroce, non negarne l'esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà" Hannah Arendt
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categorie: video, politica globale, informazione globale
18/06/2009

NO al Referendum

referendumFarnese
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categorie: politica, politica globale, informazione globale