prc2.jpg
Utente: gpdc81
Nome: Circolo "Peppino Impastato"

prccasalnuovo@yahoo.it

Il sondaggio

"... erano il loro giudizio sui governi e la storia."

... erano il loro giudizio sui governi e la storia

I video di arcoiris

Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini

La radio (forse)

Document Title Prove tecniche di trasmissione. Prossimamente le trasmissioni dei GC di Casalnuovo in diretta!!(forse)

"... noi siamo tutti gli sfruttati, gli emarginati, le minoranze oppresse che resistono e dicono: BASTA!"

Ejército Zapatista de Liberaciòn Nacional Contracamorra.it San Precario

Iniziative

Il calendario 2009 dei santi laici 

diffondi 

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
25/11/2009

E' tempo di comizi ... (satira politica)

COMIZIO CENTRO DESTRA

COMIZIO CENTRO SINISTRA 

COMIZIO COMUNISTA
postato da: gpdc81 alle ore 20:47 | link | commenti
categorie: politica, politica locale, video, politica globale, a rebours
23/11/2009

Video confronto candidati sindaci Casalnuovo - 19/11 nella sala Pasolini

Confronto candidati sindaci Casalnuovo organizzato dal Co.D.CA coordinamento donne Casalnuovo il 19 novembre 2009 - il video realizzato dalla redazione di Napolinord.it www.napolinord.it

postato da: gpdc81 alle ore 19:55 | link | commenti (7)
categorie: politica, politica locale, video, informazione locale
22/11/2009

L'UNICO VOTO UTILE A SINISTRA

L'UNICA ALTERNATIVA POSSIBILE

Giovedì 26 Novembre 2009 ore 17.30

P.zza MUNICIPIO Casalnuovo di Napoli

interverranno

PIETRO D'ALISA

candidato a sindaco

PAOLO FERRERO
Seg. Naz. Rifondazione Comunista


OLIVIERO DILIBERTO
Seg. Naz. Comunisti Italiani

 Simbolo lista anticapitalista

Il 29 e 30 novembre alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale dai fiducia alla LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA

postato da: gpdc81 alle ore 17:53 | link | commenti (1)
categorie: politica, politica locale, informazione locale
19/11/2009

Caccia ai politici scesi a patti con il boss (Indovina chi?)

Casalnuovo Le ombre sulle elezioni. Al setaccio parentele, amicizie e collegamenti dei candidati con i clan

indovina-chi_thumbnailIl boss Francesco Rea è in carcere, i carabinieri del tenente colonnello Fabio Cagnazzo lo hanno arrestato l'altro ieri mentre stava per comprare dei fiori alla sua compagna, in un centro commerciale di Pozzuoli. I militari della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa, sorta di fortino dell'anticamorra dislocato tra i comuni di Pomigliano e Castello di Cisterna, affermano che il capoclan sia riuscito a darsi alla latitanza per oltre un anno grazie a una notevole scaltrezza. «Aveva con sé sette telefoni cellulari», racconta il colonnello Cagnazzo, comandante del nucleo investigativo. Ma l'organizzazione di Rea resta molto radicata nel territorio. Ramificazioni mafiose che penetrano anche all'interno della politica locale. È di appena due giorni fa, per esempio, la notizia emersa dalla sorveglianza antimafia scattata sulle elezioni comunali: un cognato del boss è il presidente cittadino di un noto partito nazionale, che qui sostiene un candidato a sindaco sotto processo per fatti legati alla speculazione edilizia, unico grande business del territorio. Ed è di ieri una seconda, come dire, sorpresa: in una lista elettorale di un altro noto partito nazionale, che sostiene un altro candidato a sindaco, rinviato a giudizio nel 1994, ancora una volta per questioni legate al cemento selvaggio, figura il nome del fratello di un pregiudicato, un estorsore. Pregiudicato che è anche il marito della figlia di un capozona morto anni fa, che operava a Licignano, nell'area del degradato rione della ricostruzione, sei blocchi di cartone e cemento, ormai ridotti in pezzi, in cui sopravvivono trecento famiglie. Il candidato al consiglio comunale dall'imbarazzante parentela è l'addetto di una ditta di servizi che opera per conto di un noto centro privato per il tempo libero, ubicato in città. Una struttura, questa, i cui titolari sono costruttori e, nei ritagli di tempo, politici più che mai impegnati nella conquista del potere locale. Dunque, la trama delle sospette collusioni tra politica e camorra a Casalnuovo si delinea complessa e, in base alle più autorevoli previsioni, assume la fisionomia di una grande quanto inquietante ragnatela. Basti pensare a due episodi che avrebbero coinvolto gli uomini del clan Rea. Uno è quello del sequestro lampo, avvenuto l'anno scorso, di Domenico Pelliccia, il giovane costruttore che ha realizzato gran parte dei rioni abusivi, scoperti due anni fa dai militari di Castelcisterna. Un sequestro a scopo intimidatorio, consumato prelevando la vittima in casa sua, sotto gli occhi dei familiari. Un gesto criminale finalizzato alla restituzione di un debito non onorato ma contratto da Pelliccia con un imprenditore, o presunto tale, protetto dal boss. In quella circostanza i carabinieri arrestarono il cugino di Rea, suo omonimo e di dieci anni più giovane, Francesco Rea junior, insieme con alcuni complici. Il capoclan riuscì, come sempre, a rendersi irreperibile. La seconda vicenda riguarda i chioschi più importanti della città. Erano stati chiusi e confiscati dai commissari prefettizi del comune, giunti a seguito del commissariamento antimafia della municipalità. Poi gli chalet sono stati messi all'asta ma sono finiti di nuovo nelle mani dei clan. Uno in particolare, quello di piazza Giancarlo Siani, era tornato nella disponibilità di Francesco Rea junior. Alla fine però i carabinieri si sono accorti dell'inghippo e hanno fatto bloccare l'aggiudicazione dei chioschi. Intanto, qui, si torna a parlare di politica. Domani, al centro Pier Paolo Pasolini, confronto pubblico tra i nove candidati a sindaco.

"Il Mattino" 18/11 Pino Neri

postato da: gpdc81 alle ore 00:40 | link | commenti (1)
categorie: politica, politica locale, informazione locale
17/11/2009

Casalnuovo, in corsa venticinque reduci del consiglio comunale sciolto

Si vota dopo lo scandalo delle 700 case abusive «scoperte» nel 2007. Nove candidati a sindaco, ma l’ex è emigrato

NAPOLI — Il sindaco di Casalnuovo eletto con Forza Italia che davanti ai giornalisti incre­duli giurava di non aver mai notato la cittadel­la abusiva — 700 vani senza uno straccio di licenza — si è trasferito in Umbria. Ora Anto­nio Manna fa il preside in una scuola, lontano dal paese e dall’inchiesta della Procura di No­la. Domenico Pelliccia, il costruttore che tra il 2006 e il 2007 realizzò nella contrada agricola Casarea più di 70 di quelle palazzine, investen­do i soldi di imprenditori legati al clan Rea (proprio ieri i carabinieri hanno arrestato il quarantacinquenne Francesco, che dovrà scontare tre anni per vari reati), è sparito da tempo dalla sua villetta (abusiva) di via Fran­cesco Saverio Nitti. Precisamente, da quando gli emissari della cosca lo prelevarono con la forza e lo portarono in un garage di via Filichi­to, minacciandolo e chiedendogli di cedere la sua barca da 250 mila euro a parziale restitu­zione dei soldi — circa due milioni — che il clan gli aveva affidato per la speculazione im­mobiliare.

Il partito del mattone, però, resta più forte che mai a Casalnuovo, quando man­cano meno di due settimane al voto per il con­siglio comunale, in programma il 29 e il 30 no­vembre. La precedente assemblea fu sciolta dal ministro dell’Interno quando emersero le connivenze tra i palazzinari, gli eletti dal popo­lo e non pochi funzionari comunali. Eppure ben 25 dei 30 ex consiglieri comunali di quel­l’assemblea si ripresentano ai nastri di parten­za per l’imminente tornata elettorale. Nove i candidati a sindaco, 37.355 gli eletto­ri. Antonio Peluso è uno dei favoriti. Avvoca­to, è stato sindaco a Casalnuovo dal 1997 al 2005, ora è consigliere regionale con il Nuovo Psi. Lo sostengono tre liste civiche: Uniti per Casalnuovo, La Stella, Il Cavallo. Corrono con lui anche i Popolari e Sinistra e Libertà. Sulla scelta di appoggiare o meno Peluso, si è consu­mata una duplice spaccatura a sinistra, con gli esponenti locali del Pd e di Sinistra e Libertà sconfessati dalle rispettive dirigenze provin­ciali e regionali. I primi, davanti al niet senza condizioni del neosegretario Enzo Amendola, hanno fatto marcia indietro e hanno desistito. Il Pd infatti a Casalnuovo candida Geremia Ro­mano. I secondi, invece, guidati da Mario Viso­ne, ex rappresentante studentesco di Confede­razione poi militante dei Verdi assurto nel con­siglio di amministrazione delle Terme di Agna­no, sono rimasti al fianco di Peluso, nonostan­te un comunicato di censura da parte del grup­po provinciale. Biagio Cusati , già vice del sindaco Manna e prima ancora assessore in una delle giunte di Peluso, schiera dieci ex consiglieri della mag­gioranza che è stata liquidata dopo lo scanda­lo delle palazzine abusive. Lo sostengono tre liste civiche, una rediviva Dc, l’Udeur e i socia­listi per Casalnuovo.

Quattro consiglieri comunali della vecchia maggioranza sono nella lista del Pdl, che pro­pone a sindaco Pietro De Luca , avvocato, ap­poggiato anche dalla Destra. Su di lui pesa l’in­grato compito di far dimenticare l’amministra­zione del collega di partito che lo ha precedu­to. Un altro ex consigliere, Giuseppe Catauro, dipendente comunale, si gioca in proprio la partita e si candida a guidare l’amministrazio­ne. Capeggia la lista del Mpa, che vanta un ca­pillare radicamento sul territorio. È stato vice­sindaco con Manna, fino a qualche mese pri­ma che esplodesse lo scandalo delle palazzine, pure Giovanni Romano : ora punta alla poltro­na di primo cittadino con l’Udc, i Repubblica­ni democratici e la lista a sua nome. Ex costrut­tore, dal 1997 al 2006 è stato anche presidente del consiglio comunale. Infine, tre outsider: Antonio Marfella , Ge­rardo Giannone e Pietro D’Alisa . Ingegnere sostenuto da Rifondazione e dai Comunisti ita­liani, quest’ultimo una decina di anni fa man­cò per un soffio l’elezione a sindaco. Gianno­ne è un operaio della Fiat di Pomigliano e mili­ta nella Cisl. Ha lasciato i Comunisti italiani do­po l’espulsione di Marco Rizzo, di cui è un fe­delissimo. A Casalnuovo ha creato la lista Clas­se Operaia. Marfella è un oncologo del Pasca­le; alle provinciali della scorsa primavera pare­va in procinto di indossare la casacca di Di Pie­tro, ora veste quella della lista Per il Bene Co­mune. Espressione desueta, quest’ultima, a Ca­salnuovo. L’ultimo esempio? L’area dell’ex fab­brica Moneta sarebbe dovuta diventare un par­co pubblico. Complice la disattenzione di una delle precedenti amministrazioni, è stata ac­quistata da due costruttori intenzionati ad edi­ficare. Pure loro, naturalmente, ex consiglieri.

Fabrizio Geremicca
17 novembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

postato da: gpdc81 alle ore 20:41 | link | commenti (1)
categorie: politica, politica locale, informazione locale